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Progetto IL MIO MONDO Ci sono luoghi e tempi intoccabili che appartengono solo
all’infanzia che
determinano per sempre il futuro dell’uomo:
SINTESI
DEL PROGETTO BREVE SINTESI DEL BISOGNO L’ “erba cucca” è un’erba che
cresce spontaneamente nei prati, ed è tra le prime a spuntare in primavera. Se
il prato è un po’ incolto, è facile distinguerla, per la sua altezza e poiché
termina con un’infiorescenza di colore verde chiaro, che quando matura si fa
viola. Il gambo è verde e carnoso ed ha un sapore acidulo. I bambini la sanno
riconoscere, qualcuno la chiama “pane e vino”. Dopo aver giocato, si
catapultano a terra e si riposano raccogliendo l’erba cucca. Ognuno impara
dall’altro a riconoscerla e a mangiarla: il sudore, il respiro, il sapore
creano in quei momenti un’atmosfera magica Nella convinzione che gli
spazi privilegiati dell’incontro e della comunicazione coincidano con gli spazi
dell’arte, Il mio mondo vuole
riscoprire ed agevolare le competenze creative del bambino creando nella scuola primaria, attraverso l’uso di diversi
linguaggi, spazi di esperienza diretta di arte teatrale. BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO Il mio mondo si propone come progetto teatrale nella scuola primaria per
educare il bambino alla creatività e alla conoscenza, creando spazi dove egli
liberamente possa esprimersi e finalizzando il processo creativo ad
un’esperienza diretta dello spettacolo dal vivo. Il progetto, di cui fanno parte integrante attività di
modellazione dell’argilla, pittura e cinema, prevede la realizzazione nelle scuole di spazi
permanenti di attività creative, che i bambini riconoscano come i luoghi della
libertà e dell’identità espressive. Il progetto si concluderà con una presentazione pubblica dei
lavori realizzati nei laboratori, alla quale parteciperanno genitori e
insegnanti [1]. [1] Nell’Aprile 2006 circa 400 genitori e gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Narcisi di Milano hanno assistito ai lavori teatrali (in tutto 57) presentati presso il teatro della Comuna Baires dai 280 bambini seguiti all’interno del progetto “Il Raccontafavole”, realizzato dall’Associazione Agorà XXI con il contributo della Fondazione Cariplo. ANALISI
DEL BISOGNO Nella nostra società sono pochi gli spazi
dove i bambini sono protagonisti e creatori di cultura, spesso sono
solo fruitori e consumatori. La
città offre soprattutto luoghi di gioco strutturato, già preparato
da altri: ludoteche, parchi pubblici. Manca invece quella parte di
gioco “libero”, di cortile: soprattutto
sono pochi i momenti nei quali i bambini sono portatori di una loro
forma espressiva originale e spontanea. Il
ritmo di vita obbliga i genitori a scegliere per i propri figli solo
determinate soluzioni per il poco tempo “ libero” che i bambini
hanno: lo possiamo vedere dalle ore che i bambini passano davanti alla
televisione, alla play station, ai video-giochi, al computer. A volte
lo sforzo che i genitori fanno è rivolto alla ricerca di un ambito
sportivo che possa completare la formazione del bambino. e cosi la
giornata è occupata da tempi di studio e sport che sono fortemente
strutturati. La
difficoltà perciò è educare i bambini ad essere protagonisti e
creatori di cultura invece che solo fruitori e consumatori. Il
bisogno di esprimersi attraversa tutta l’infanzia e prescinde sia
dalle condizioni economiche che dalle capacità fisiche e psichiche
del bambino. E’
un bisogno della persona, sempre, in ogni fase della vita; ma mentre
l’adulto ha la capacità di esprimere il proprio pensiero, al
bambino mancano le parole. I bambini sentono, vivono con l’emozione,
ma non sanno tradurre con le parole quel loro sentire: le paure, il
dolore, a volte la gioia e l’ironia. Per questo amano il disegno, la
pittura, giocare con il pongo, l’argilla: amano le attività
creative. In tutti i casi l’arte rimane una necessità vitale per
esprimere quel mondo poetico che è in ogni persona. Il Mio Mondo si propone come progetto teatrale nella scuola primaria per educare
alla creatività e alla conoscenza, attraverso un’esperienza vissuta
in prima persona, dello spettacolo dal vivo. Il
laboratorio teatrale permette, rispetto ad altre attività creative,
un’ampia possibilità espressiva: il teatro é immediato e non ha
bisogno di strumenti, l’unico strumento del lavoro è “se stesso e
l’altro”; è un’attività socializzante, ognuno fa partecipe gli
altri delle proprie idee, del modo di fare, del carattere, è quindi
un’attività di relazione, dove la diversità è un arricchimento. I
bambini hanno qualcosa da dire.
Il
laboratorio teatrale permette ai bambini di esprimersi liberamente.
Quando inventano una storia vi mettono dentro le loro esperienze:
presentano i loro sogni, i loro desideri, le loro paure, le fatiche ad
adattarsi e a superare gli ostacoli della realtà, le difficoltà di
relazioni con amici, genitori e anche istituzioni come la scuola
stessa. Quando
danno vita e voce a un personaggio, agiscono all’interno di una
maschera che permette di mostrare, e quindi di dominare, situazioni
della realtà. A volte hanno voglia solo di riderne e allora accostano
situazioni reali ad altre impossibili, surreali. La
possibilità di “vestire i panni” di un personaggio permette anche
ai più timidi di “uscire da sé” trovando nella leggerezza del
gioco una forma di espressione personale originale. Anche i bambini
svantaggiati all’interno del laboratorio teatrale trovano una
possibilità di espressione: nel lavoro in comune il gruppo si rende
conto che la diversità è un arricchimento e così il bambino
svantaggiato scopre che i suoi gesti e le sue parole sono necessarie
all’interno dello svolgimento della storia. I bambini hanno bisogno di essere guardati. Alla
fine del processo di lavoro, quando i bambini presentano lo spettacolo
da loro creato, lo sguardo degli adulti, genitori e insegnanti, è
fondamentale. Questi devono solo ascoltare le storie e guardare i
bambini. Lo sguardo, l’ascolto e l’accoglienza quindi di loro come
persone, aiuta i bambini ad accrescere la stima che hanno di sé. Quando
agiscono sul palcoscenico e si trovano davanti ad un pubblico sentono
l’importanza di quello che fanno e dicono. Nello
stesso tempo per gli adulti è importante leggere negli spettacoli
qual è lo sguardo dei bambini sul mondo degli adulti e leggere al di
là della storia che raccontano, le opinioni che esprimono. La
scuola guarda ai bambini soprattutto dal punto di vista intellettivo e
dà risalto a questo aspetto fondamentale, ma per la completa
formazione dobbiamo considerare anche l’aspetto creativo dove ognuno
è creatore e protagonista e dove ognuno attraverso il mezzo
espressivo rivela la parte poetica di sé.
Il
teatro come paradigma di conoscenza di sé, degli altri e della realtà. Il
teatro è stato in ogni tempo lo specchio della società, dei suoi
valori e dei suoi conflitti. Il teatro è noto come momento di
intrattenimento e di svago, ma non ha mai perso le sue origini
rituali, la sua necessità vitale. Andare a teatro ed osservare
l’attore in azione continua ad essere un laboratorio in cui le
eterne passioni dell’uomo si rivelano e si mostrano. Il teatro è stato ed è tuttora il luogo della finzione e della verità, il luogo in cui la maschera dà voce al personaggio e rivela l’intima verità degli uomini. Il progresso tecnologico e scientifico nulla ha modificato nella passione umana e così l’uomo di Eschilo, Shakespeare e Molière è lo stesso uomo solamente inserito dentro una società molto differente. Il cinema è stato il genere più popolare di espressione nel ‘900, ma il teatro, la vicinanza con l’attore, la verità della scena per eccellenza il luogo di una dimensione conoscitiva, antropologica e comunitaria |
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