Progetto
IL MIO MONDO

si ringrazia    per il contributo al progetto


IL MIO MONDO

Ci sono luoghi e tempi intoccabili che appartengono solo all’infanzia  che determinano per sempre il futuro dell’uomo: 
sono gli spazi magici legati alla creatività e alla passione.


Il progetto è coordinato da

Dora Dorizzi

e condotto dagli insegnanti:

Claudio Iaccarino
Teresa Ricco
Joris Iaccarino
Alessio Pinelli
Adriana Sparano

e si svolge presso le Scuole Elementari  e Medie dell'

Istituto Comprensivo Narcisi di Milano


SINTESI DEL PROGETTO

BREVE SINTESI DEL BISOGNO

L’ “erba cucca” è un’erba che cresce spontaneamente nei prati, ed è tra le prime a spuntare in primavera. Se il prato è un po’ incolto, è facile distinguerla, per la sua altezza e poiché termina con un’infiorescenza di colore verde chiaro, che quando matura si fa viola. Il gambo è verde e carnoso ed ha un sapore acidulo. I bambini la sanno riconoscere, qualcuno la chiama “pane e vino”. Dopo aver giocato, si catapultano a terra e si riposano raccogliendo l’erba cucca. Ognuno impara dall’altro a riconoscerla e a mangiarla: il sudore, il respiro, il sapore creano in quei momenti un’atmosfera magica
L’immediatezza della comunicazione e della trasmissione reciproche di esperienze e la memoria sensoriale ed emotiva ad esse collegate appartengono sempre più raramente al bambino “urbano”: Oggi, allo stesso modo in cui, nel contesto metropolitano, l’ ”erba cucca” viene ormai tagliata prima di crescere, al bambino viene “tagliata” la possibilità di rapportarsi liberamente.
Il bambino ha bisogno di rapportarsi con i suoi coetanei in spazi di libertà. Una pedagogia completa deve farsi carico di questa esigenza, restituendo ai bambini la possibilità di formarsi e di “educarsi” tra di loro, partendo dall’espressione e dalla conoscenza di se stessi e delle proprie capacità.

Nella convinzione che gli spazi privilegiati dell’incontro e della comunicazione coincidano con gli spazi dell’arte, Il mio mondo vuole riscoprire ed agevolare le competenze creative  del bambino creando nella scuola primaria, attraverso l’uso di diversi linguaggi, spazi di esperienza diretta di arte teatrale.

 

BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il mio mondo si propone come progetto teatrale nella scuola primaria per educare il bambino alla creatività e alla conoscenza, creando spazi dove egli liberamente possa esprimersi e finalizzando il processo creativo ad un’esperienza diretta dello spettacolo dal vivo.

Il progetto, di cui fanno parte integrante attività di modellazione dell’argilla, pittura e cinema, prevede la realizzazione nelle scuole di spazi permanenti di attività creative, che i bambini riconoscano come i luoghi della libertà e dell’identità espressive.
Per il bambino è importante riconoscere la strutturazione e la destinazione di uno spazio ad un’attività specifica: ciò gli permette infatti di “calarsi” immediatamente nell’atmosfera e nel “codice” relazionale proprio di ogni disciplina creativa.
L’approccio alle attività proposte avverrà nel contesto libero del gioco, all’interno del quale l’insegnamento delle tecniche rivestirà un’importanza secondaria: ogni bambino imparerà che la tecnica serve solo come supporto per facilitare e rendere più sicure le competenze creative scoperte.
L’esperienza teatrale sarà il centro al quale tutte le altre attività faranno riferimento e costituirà il principale strumento di attuazione dell’intervento del progetto, nella convinzione che il teatro “veicola” l’identità attraverso forme di espressione che, in quanto immediate, non richiedono traduzione né strumenti: l’unico strumento di lavoro è il “se stesso e l’altro”. Il teatro è l’attività di relazione e di incontro per eccellenza, in cui la diversità diviene un elemento arricchente.

Il progetto si concluderà con una presentazione pubblica dei lavori realizzati nei laboratori, alla quale parteciperanno genitori e insegnanti [1].
Il progetto prevede inoltre una specifica attività formativa rivolta agli insegnanti attraverso la partecipazione attiva ad alcuni dei laboratori e la costruzione di gruppi di lavoro condotti dagli operatori dell'Associazione Agorà XXI, che sarà rafforzata da interventi periodici dei formatori della Scuola Europea di Teatro e Cinema.

 


[1] Nell’Aprile 2006 circa 400 genitori e gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Narcisi di Milano hanno assistito ai lavori teatrali (in tutto 57) presentati presso il teatro della Comuna Baires dai 280 bambini seguiti all’interno del progetto “Il Raccontafavole”, realizzato dall’Associazione Agorà XXI con il contributo della Fondazione Cariplo.

ANALISI DEL BISOGNO

Nella nostra società sono pochi gli spazi dove i bambini sono protagonisti e creatori di cultura, spesso sono solo fruitori e consumatori.

  A Milano i bambini, difficilmente possono incontrarsi spontaneamente e stabilire rapporti e relazioni che nascano dal gioco.

La città offre soprattutto luoghi di gioco strutturato, già preparato da altri: ludoteche, parchi pubblici. Manca invece quella parte di gioco “libero”, di cortile:  soprattutto sono pochi i momenti nei quali i bambini sono portatori di una loro forma espressiva originale e spontanea.

Il ritmo di vita obbliga i genitori a scegliere per i propri figli solo determinate soluzioni per il poco tempo “ libero” che i bambini hanno: lo possiamo vedere dalle ore che i bambini passano davanti alla televisione, alla play station, ai video-giochi, al computer. A volte lo sforzo che i genitori fanno è rivolto alla ricerca di un ambito sportivo che possa completare la formazione del bambino. e cosi la giornata è occupata da tempi di studio e sport che sono fortemente strutturati.

La difficoltà perciò è educare i bambini ad essere protagonisti e creatori di cultura invece che solo fruitori e consumatori.

Il bisogno di esprimersi attraversa tutta l’infanzia e prescinde sia dalle condizioni economiche che dalle capacità fisiche e psichiche del bambino.

E’ un bisogno della persona, sempre, in ogni fase della vita; ma mentre l’adulto ha la capacità di esprimere il proprio pensiero, al bambino mancano le parole. I bambini sentono, vivono con l’emozione, ma non sanno tradurre con le parole quel loro sentire: le paure, il dolore, a volte la gioia e l’ironia. Per questo amano il disegno, la pittura, giocare con il pongo, l’argilla: amano le attività creative. In tutti i casi l’arte rimane una necessità vitale per esprimere quel mondo poetico che è in ogni persona.

Il Mio Mondo si propone come progetto teatrale nella scuola primaria per educare alla creatività e alla conoscenza, attraverso un’esperienza vissuta in prima persona, dello spettacolo dal vivo.

Il laboratorio teatrale permette, rispetto ad altre attività creative, un’ampia possibilità espressiva: il teatro é immediato e non ha bisogno di strumenti, l’unico strumento del lavoro è “se stesso e l’altro”; è un’attività socializzante, ognuno fa partecipe gli altri delle proprie idee, del modo di fare, del carattere, è quindi un’attività di relazione, dove la diversità è un arricchimento.

I bambini hanno qualcosa da dire.

Il laboratorio teatrale permette ai bambini di esprimersi liberamente. Quando inventano una storia vi mettono dentro le loro esperienze: presentano i loro sogni, i loro desideri, le loro paure, le fatiche ad adattarsi e a superare gli ostacoli della realtà, le difficoltà di relazioni con amici, genitori e anche istituzioni come la scuola stessa.

Quando danno vita e voce a un personaggio, agiscono all’interno di una maschera che permette di mostrare, e quindi di dominare, situazioni della realtà. A volte hanno voglia solo di riderne e allora accostano situazioni reali ad altre impossibili, surreali.

La possibilità di “vestire i panni” di un personaggio permette anche ai più timidi di “uscire da sé” trovando nella leggerezza del gioco una forma di espressione personale originale. Anche i bambini svantaggiati all’interno del laboratorio teatrale trovano una possibilità di espressione: nel lavoro in comune il gruppo si rende conto che la diversità è un arricchimento e così il bambino svantaggiato scopre che i suoi gesti e le sue parole sono necessarie all’interno dello svolgimento della storia.

I bambini hanno bisogno di essere guardati.

Alla fine del processo di lavoro, quando i bambini presentano lo spettacolo da loro creato, lo sguardo degli adulti, genitori e insegnanti, è fondamentale. Questi devono solo ascoltare le storie e guardare i bambini. Lo sguardo, l’ascolto e l’accoglienza quindi di loro come persone, aiuta i bambini ad accrescere la stima che hanno di sé.

Quando agiscono sul palcoscenico e si trovano davanti ad un pubblico sentono l’importanza di quello che fanno e dicono.

Nello stesso tempo per gli adulti è importante leggere negli spettacoli qual è lo sguardo dei bambini sul mondo degli adulti e leggere al di là della storia che raccontano, le opinioni che esprimono.

La scuola guarda ai bambini soprattutto dal punto di vista intellettivo e dà risalto a questo aspetto fondamentale, ma per la completa formazione dobbiamo considerare anche l’aspetto creativo dove ognuno è creatore e protagonista e dove ognuno attraverso il mezzo espressivo rivela la parte poetica di sé.

Il teatro come paradigma di conoscenza di sé, degli altri e della realtà.

Il teatro è stato in ogni tempo lo specchio della società, dei suoi valori e dei suoi conflitti. Il teatro è noto come momento di intrattenimento e di svago, ma non ha mai perso le sue origini rituali, la sua necessità vitale. Andare a teatro ed osservare l’attore in azione continua ad essere un laboratorio in cui le eterne passioni dell’uomo si rivelano e si mostrano.

Il teatro è stato ed è tuttora il luogo della finzione e della verità, il luogo in cui la maschera dà voce al personaggio e rivela l’intima verità degli uomini. Il progresso tecnologico e scientifico nulla ha modificato nella passione umana e così l’uomo di Eschilo, Shakespeare e Molière è lo stesso uomo solamente inserito dentro una società molto differente. Il cinema è stato il genere più popolare di espressione nel ‘900, ma il teatro, la vicinanza con l’attore, la verità della scena per eccellenza il luogo di una dimensione conoscitiva, antropologica e comunitaria

 

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