Danza Contemporanea

In ordine temporale, dopo la danza classica e la danza moderna, arriva la danza contemporanea. Questa è in realtà uno sviluppo della danza moderna, in chiave maggiormente teatrale e che per questo motivo arriva ad aggiungere persino dei dialoghi, impensabili nella danza classica.

La danza contemporanea, così come altre forme di arte contemporanea, si prefissa l’obbiettivo di rompere dei muri, delle barriere. In questo caso, è la barriera verso lo spettatore, che viene scavalcata, con le parole oltre che con i movimenti.

La parola nella danza contemporanea può restare anch’essa su un livello di libera interpretazione, oppure guidare lo spettatore verso canali più precisi di interpretazione.

Un’altra musica

La danza non è concepibile senza musica, se non nel caso di una “danza contettuale”. Ad ogni modo, le rivoluzioni storiche, sociali e quindi anche artistiche e per forza di cose anche musicale, ha portato nuovi generi di musica, sia per l’ascolto sia per la rappresentazione. La danza contemporanea è quella che per prima ha aperto veramente le porte a nuovi generi musicali, tra cui quelli proposti da John Cage a alla musica elettronica.

Drammatizzazione

Nella danza contemporanea si possono anche individuare dei filoni che hanno dato più spazio alla drammatizzazione, come ad esempio nella scuola di Pina Bausch, che ha fatto esplodere un vero e proprio genere di teatro e danza, il “teatrodanza”. Con questo genere, si va a recuperare la naturale dimensione primordiale del rapporto tra azione e gesto, e tra gesto e parola.

Danzatore autore di se stesso

Con la danza contemporanea, cambia anche il ruolo del danzatore, che da semplice corpo diventa anche mente. Infatti, nella danza contemporanea, in cui si dà tantissimo spazio all’improvvisazione, il danzatore diventa al tempo stesso anche autore e coreografo. Si dà quindi più spazio alle emozioni, anche temporanee, dell’attore danzatore in scena.