L’Italia che Danza

Basta poco per capire che l’Italia ha una passione innata per la danza. La grande varietà di danze popolari e le ottime scuole di danza che si sono propagate nel tempo, soprattutto in alcune città, stanno a dimostrarlo. Non a caso, l’Italia è stato il primo nido di artisti come Carla Fracci e Roberto Bolle, due figure di assoluto prestigio internazionale nel campo della danza.

Il fiorire di scuole e soprattutto le migliaia di nuovi giovani iscritti ogni anno nelle scuole di danza classica e moderna, sono il segno che la cultura della danza è ancora molto viva.

Molto viva, per lo meno in alcuni contesti e in alcune occasioni, è anche la cultura delle danze popolari. Sebbene non si danzi più “quotidianamente” la pizzica, ad esempio, ad essa è dedicato uno dei festival più grandi in Italia, che si tiene annualmente a Melpignano (Lecce).

Cultura internazionale o nazionale?

Proprio la differenza tra la danza classica/moderna e la danza popolare, costituisce la linea di confine tra la cultura internazionale e nazionale. Infatti, mentre la danza classica e moderna vedono le loro fondamenta in ambienti al di fuori dell’Italia così come la creazione della stragrande maggioranza degli stili e delle regole che le hanno plasmate, le danze popolari italiane rappresentano il vero simbolo culturale italiano legato alla danza.

Ogni popolazione del mondo ha sviluppato, in tutti i suoi ceppi, delle forme di danza folkloristica. In Italia, alcune danze come la tammurriata e la pizzica rappresentano ancora dei punti molto forti e sentiti tra le comunità più legate a tali tradizioni.

Danza popolare o ballo popolare?

La differenza tra danza e ballo sta nel carattere rappresentativo della prima. Ciò vuol dire che mentre la danza offre una rappresentazione, il ballo è semplicemente un divertimento.

Quando si tratta di alcune danze popolari, come per l’appunto la pizzica o la taranta (una sua variante), non si può parlare di ballo, ma di vera e propria rappresentazione. Sebbene si possa seguire per puro divertimento, in realtà questa rappresenta una rievocazione, di ciò che accadeva secoli addietro, quando la sua musica e i suoi movimenti rappresentavano l’unica forma di guarigione (secondo le credenze) da alcuni mali, tra cui quelli causati proprio dal morso del famoso ragno Lycosa Tarantula, una forma di tarantola presente nelle campagne e campi di grano pugliesi e che poteva mordere chi vi lavorava.

Tra leggenda e verità, fra credenze e scienza, proprio l’attività fisica e la sudorazione rappresentavano il miglior rimedio contro i sintomi causati dal morso di tale ragno.