PROGETTO  

Comuna Baires verso i 40 anni


La Storia


Comuna Baires nasce il 5 maggio 1969 fondata da  Renzo Casali, Liliana Duca e Antonio Llopis nella Cortada de San Lorenzo., nel quartiere di San Telmo a Buenos Aires.

"… e la Comuna persiste mantenendo con ammirabile chiarezza
la coscienza che l’arte senza la politica, in tutte le sue sfumature,
non e' vita ed e' quindi inganno, e che la politica senza arte
e' condannata ad un’incessante sprofondare nella tristezza
dell’essere senza senso".

(Julian Beck, Judith Malina – marzo 1981)






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Da un punto di vista strettamente teatrale la nascita della Comuna Baires fu una venuta al mondo corredata da un frammento rubato alla storia, da una memoria d'esperienze e da un'intuizione da perseguire.
II frammento di storia era ancorato all'avventura del Teatro Indipendente argentino, un Movimento organico composto da piu' di 1500 gruppi teatrali.
Un' impronta di teatro di gruppo, quindi, dove i vecchi ruoli capocomicali dovevano essere aboliti, dove attori, autori, registi, macchinisti, spazzini e maschere, avrebbero ruotato al centro della scena, trasformati, per loro panico e delizia, in creatori e militanti dell' immaginario.
Una concezione antropologica del teatro e decisamente comunitaria.
Ad iniziare dall' economia.
Ed anche per questo la Comuna Baires nasceva al teatro rifiutando il verbo "rappresentare", antico pilastro metodologico e ideologico del teatro della finzione borghese e benpensante, cioe' del teatro all' italiana.
Quel luogo dove si fa finta di credere che l' Autore rappresenti il Conflitto in atto nella societa', che lo Spettatore rappresenti la societa' stessa, che l' Attore si faccia carico del pensiero del regista, e dove il regista fa di tutto per farci credere d' essere lui il fedele traduttore dell' universo creativo dell' Autore.
Presentare, quindi, e non piu' rappresentare.
Presentare-me-stesso in quanto uomo e in quanto attore.

Dal 5 Maggio 1969 la Comuna Baires dovette fare i conti con altri 4 colpi militari, l' ultimo dei quali obbligo' a cambiare aria e residenza a 40 persone.
E fu Milano.
E fu la diaspora.
Il gruppo si sciolse.
Quelli che restarono decretarono il divorzio da qualsiasi tentazione partitica.
II risultato si puo' immaginare. Tempi bui.
Incontrarono la "salvezza" in Europa e in giro per il mondo.
In questo modo le "prime" avvenivano sistematicamente all' estero, soprattutto a Stoccolma e nei paesi scandinavi, dove furono accolti e gratificati per piu' di un decennio.
E' grazie al movimento teatrale scandinavo che poterono continuare a rimanere ancorati ai loro principi e alle loro metodologie di lavoro.
E' grazie all' incontro, all' amicizia e alla collaborazione con il Living Theatre che la Comuna Baires, ebrei etici del teatro, ebbe la possibilita' di continuare a sognare un mondo migliore e meno univoco.

Da quando, nel 1973, si e' imposta all’attenzione internazionale con Water Closet, la Comuna Baires si e' affermata nella ricerca intorno al linguaggio teatrale che va dal teatro gestuale e cerimoniale, ai grandi quadri storici, dalla favola fino al comico e al grottesco. Pur essendo ispiratrice di molti movimenti teatrali, ha sempre affermato l’ unicita' di ogni esperienza creativa.

Nel teatro- con il coinvolgimento totale, fisico ed emotivo degli attori, l’interazione con il pubblico, i finali aperti - ma anche nelle forme della sua esistenza: la sperimentazione comunitaria, la contaminazione di varie culture, i temi, le idee, gli scioperi della fame, la scelta di un libertarismo coerente e la tensione a mettere in comunicazione individui e popoli diversi.

Contraria ad ogni forma di strumentalizzazione del gesto creativo, ha sempre sostenuto l’ essenza stessa del teatro come fatto politico e a questa convinzione si rifanno la storia, le lotte e la sua inesauribile passione per il possibile.

Le produzioni passate

Le  produzioni attive

Concerto per pianoforte in  Fa dimenticato (2003)
Pitt e Sball nella serra d'inverno della casa di cura (2006)
Memorie di un vecchio maiale (2007)

 

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